Con il D.Lgs. n. 111/2017 è stata rivista la normativa che disciplina:

 l’individuazione dei possibili soggetti beneficiari del 5‰ dell’IRPEF;

 le modalità di ripartizione / erogazione delle somme destinate in base alle scelte espresse dai

contribuenti.

 gli obblighi di rendicontazione e pubblicità relativamente all’utilizzo delle somme ricevute.

Va tuttavia evidenziato che il Decreto in esame non entra nel dettaglio delle modifiche previste, per

cui per l’effettiva operatività delle stesse è necessario attendere l’emanazione degli specifici Decreti

attuativi ai quali è demandata la definizione puntuale degli aspetti operativi / adempimenti.

 

 

POSSIBILI DESTINATARI DEL 5‰ DELL’IRPEF

L’art. 3 del Decreto in esame dispone che i contribuenti possono destinare una quota pari al 5‰

della propria IRPEF, alternativamente, per le seguenti finalità:

  1. a) sostegno degli enti:

 di cui all’art. 1, Legge n. 106/2016;

 iscritti nel Registro ex art. 4, comma 1, lett. m), Legge n. 106/2016.

Per espressa previsione del comma 2 del citato art. 3, i nuovi riferimenti per individuare i possibili

enti beneficiari

hanno effetto a decorrere dall’anno successivo a quello di operatività del Registro; fino

a tale anno la quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle e persone fisiche continua ad

essere destinata al sostegno degli enti di cui all’articolo 2, comma 4-novies, lettera a), del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40”.

Da quanto sopra deriva quindi che:

 la nuova modalità di individuazione dei possibili enti destinatari del 5‰ ad oggi non è applicabile;

in attesa dell’istituzione e operatività del nuovo Registro unico nazionale del Terzo

settore, va fatto ancora riferimento alla “disciplina previgente” ossia all’art. 2, comma 4-

novies, lett.a), DL n. 40/2010 ai sensi del quale rientrano tra i possibili destinatari del 5‰ in qualità di “enti del volontariato”:

le organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle ONLUS, compresi gli enti che svolgono l’attività nel settore della “cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale” di cui all’art. 10, comma 1, lett. a), n. 11-bis, D.Lgs. n. 460/97;

gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’Interno, iscritti nell’Anagrafe delle ONLUS in quanto ONLUS parziali, ossia limitatamente alle attività svolte nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale nei settori elencati all’art. 10, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 460/97. Detti enti “possono accedere al contributo del cinque per mille in quanto ONLUS parziali solo qualora iscritti nell’Anagrafe delle ONLUS”;

le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri ex Legge n. 266/91;

le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali

previsti dall’art. 7, Legge n. 383/2000;

le organizzazioni non governative riconosciute idonee ex Legge n. 49/87, alla data del

29.8.2014 e inserite nell’elenco del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (che hanno presentato istanza di iscrizione all’Anagrafe delle ONLUS);

le cooperative sociali di cui alla Legge n. 381/91, iscritte nell’Albo nazionale delle società

cooperative istituito con DM 23.6.2004, nonché consorzi di cooperative con base sociale formata interamente da cooperative sociali;

le associazioni e fondazioni di diritto privato, iscritte nel registro delle persone giuridiche,

che operano senza fine di lucro negli stessi settori delle ONLUS di cui al citato art. 10, comma 1, lett. a).

 

 

Merita evidenziare che in base all’art. 1, Legge n. 106/2016:

non fanno parte del Terzo settore (e quindi non possono rientrare tra gli “enti del volontariato” in esame) le formazioni e associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche;

 le nuove disposizioni non sono applicabili alle fondazioni bancarie, che sono quindi da ritenersi escluse dai possibili destinatari del 5‰ quali “enti del volontariato”.

  1. b) finanziamento della ricerca scientifica e dell’Università;
  2. c) finanziamento della ricerca sanitaria;
  3. d) sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza;
  4. e) sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI con una rilevante

attività di interesse sociale;

  1. f) sostegno degli enti che svolgono attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni

culturali e paesaggistici.

L’art. 4 del Decreto in esame dispone che con apposito Decreto dovranno essere fissate le modalità

ed i termini:

 per accedere al riparto del 5‰;

 per la formazione, l’aggiornamento e la pubblicazione dell’elenco permanente degli enti iscritti;

degli elenchi annuali degli enti ammessi.

Il predetto Decreto dovrà inoltre definire:

 i criteri di ripartizione della quota del 5‰;

 i termini entro i quali, a penna di decadenza del diritto a percepire il “contributo” assegnato, i

beneficiari sono tenuti a comunicare all’Amministrazione erogatrice i dati necessari per il pagamento delle somme assegnate, “al fine di consentirne l’erogazione entro il termine di chiusura del secondo esercizio finanziario successivo a quello di impegno”;

 le modalità di pagamento del contributo.

Al fine di accelerare le procedure per l’erogazione del 5‰, con l’art. 6 del Decreto in esame è

stabilito che nella ripartizione delle risorse destinate sulla base delle scelte dei contribuenti non

si tiene conto delle dichiarazioni dei redditi presentate ai sensi dell’articolo 2, commi 7, 8 e 8-bis”,

DPR n. 322/98, ossia delle dichiarazioni tardive e integrative.

 

UTILIZZO DELLE SOMME RICEVUTE E OBBLIGHI DOCUMENTALI

I soggetti che ricevono il contributo del 5‰:

non possono utilizzare le somme ricevute per coprire le spese di pubblicità sostenute per

campagne di sensibilizzazione sulla destinazione del 5‰;

 devono redigere, entro 1 anno dal percepimento, un apposito rendiconto “dal quale risultino in

modo chiaro, trasparente e dettagliato la destinazione e l’utilizzo delle somme percepite”,

allegando allo stesso una relazione illustrativa. Rendiconto e relazione illustrativa vanno

inviati all’Amministrazione erogatrice entro i successivi 30 giorni;

 entro i successivi 30 giorni l’ente beneficiario ha altresì l’obbligo di pubblicare sul proprio sito

Internet gli importi percepiti e il rendiconto di cui al punto precedente, dandone comunicazione

all’Amministrazione erogatrice entro i successivi 7 giorni.

Ciascuna Amministrazione erogatrice dovrà pubblicare sul proprio sito Internet i soggetti ai quali è

stato erogato il contributo con il relativo importo nonché il link al rendiconto del beneficiario.

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