Come noto, l’art. 21, DL n. 78/2010, prevede l’obbligo di inviare telematicamente all’Agenzia delle

Entrate i dati delle fatture emesse / ricevute / bollette doganali e delle relative note di variazione.

La presentazione della Comunicazione va effettuata in via telematica:

  • in forma analitica e riguarda, come confermato dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate

27.3.2017, i seguenti elementi:

− dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;

− data e numero della fattura;

− base imponibile / aliquota applicata / imposta;

− tipologia dell’operazione;

 

Pertanto, per il 2017, il nuovo adempimento riguarda:

il primo semestre, da inviare entro il 28.9.2017);

− il secondo semestre, da inviare entro il 28.2.2018.

 

Il nuovo adempimento sostituisce l’invio del c.d. spesometro “annuale” in vigore fino al 2016. Con

l’introduzione del nuovo adempimento è venuto meno anche l’obbligo di presentare la comunicazione dei dati relativi ai contratti di leasing e di locazione / noleggio, la comunicazione

degli acquisti di beni da San Marino nonché la Comunicazione “black list”.

L’invio della Comunicazione dei dati delle fatture emesse / ricevute previsto dal citato art. 21, è un

adempimento nella sostanza simile all’invio opzionale dei dati delle fatture emesse / ricevute di cui

al D.Lgs. n. 127/2015.

Vista l’analogia dei dati richiesti per l’assolvimento dei 2 adempimenti, l’Agenzia delle Entrate nella

Circolare 7.2.2017, n. 1/E specifica che i chiarimenti forniti con riferimento all’invio opzionale dei

dati delle fatture emesse / ricevute “valgono anche per assolvere l’obbligo di comunicazione dei

dati fattura stabilito dal novellato art. 21 del decreto-legge n. 78/2010”, ossia per il nuovo

“spesometro”.

In particolare, nella citata Circolare n. 1/E l’Agenzia ha chiarito alcuni aspetti riguardanti

:

  • la “natura” dell’operazione;
  • il “numero” del documento.

In tale occasione è stato altresì specificato che:

  • l’utilizzo del documento riepilogativo ex art. 6, DPR n. 695/96 non esonera il contribuente dall’invio dei dati di ogni singola fattura;
  • i soggetti che applicano il regime forfetario di cui alla Legge n. 398/91 devono inviare solo i dati

delle fatture emesse;

  • sono esonerati dal nuovo “spesometroi produttori agricoli in regime di esonero ex art. 34,

comma 6, DPR n. 633/72 situati nelle zone montane di cui all’art. 9, DPR n. 601/73 nonché:

− le Amministrazioni pubbliche, considerato l’obbligo di fattura elettronica tramite il SdI;

− i contribuenti forfetari;

− i contribuenti minimi.

Ora, “a seguito di puntuali quesiti pervenuti dai Dottori Commercialisti ed esperti contabili, da

Assosoftware … e da altre associazioni di categoria”, con la Risoluzione 5.7.2017, n. 87/E, la stessa Agenzia ha fornito ulteriori chiarimenti, di seguito riportati.

 

INTEGRAZIONE E RETTIFICA DELLA COMUNICAZIONE

È confermata la possibilità di integrare / rettificare la Comunicazione “dati fattura” anche oltre 15

giorni dalla scadenza del termine dell’adempimento, regolarizzando l’omesso / errato “adempimento comunicativo” tramite il ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/97.

INVIO COMUNICAZIONE “PER COMPETENZA”

È confermato che la comunicazione dei dati relativi alle fatture va predisposta “per competenza”

rispetto al periodo di riferimento.

Per le fatture emesse va fatto riferimento alla data di emissione. Così, ad esempio, la comunicazione dati fattura riferita al primo semestre 2017 dovrà contenere i dati relativi alle fatture emesse dall’1.1 al 30.6.2017.

Relativamente alle fatture ricevute, ai fini della “competenza”, va fatto riferimento alla data di

registrazione del documento.

 

BOLLETTE DOGANALI

Nella citata Circolare n. 1/ E l’Agenzia ha precisato che qualora nella bolletta doganale non siano

riportati i dati del cedente, nella comunicazione in esame vanno riportati i dati dell’Ufficio

doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.

Ora nella Risoluzione n. 87/E in esame, la stessa Agenzia specifica che:

  • i campi Identificativo Paesee Identificativo Codicedel cedente / prestatore sono

obbligatori e non è possibile renderli facoltativi;

  • nel caso in cui nel campo “Identificativo Paese” sia indicato uno Stato extraUE, il contenuto del

campo “Identificativo Codice” non viene controllato;

  • i dati relativi al cedente / prestatore extraUE, compreso lo Stato di riferimento sono “valori

da registrare” nel registro IVA degli acquisti ai sensi dell’art. 25, comma 2, DPR n. 633/72 e pertanto da comunicare

Tuttavia, in considerazione della prassi di rilevare per le bolle doganali “soltanto” l’Ufficio  doganale, nei citati campi “Identificativo Paese” e “Identificativo Codice”, solo con riferimento

alle comunicazioni del periodo d’imposta 2017” è consentito compilare:

− il campo “IdPaese” con “OO”;

− il campo “IdCodice” con una sequenza di undici “9”.

 

VARIAZIONE ANAGRAFICA CLIENTI / FORNITORI

Considerato che i dati anagrafici dei soggetti tra i quali sono state effettuate le operazioni da comunicare potrebbero subire modifiche, l’Agenzia riconosce la validità di riportare nei campi “Altri dati identificativi”, riferiti alle informazioni anagrafiche dei contribuenti (denominazione/ nome, cognome, sede), l’informazione più aggiornata a disposizione, a prescindere dalla competenza dei documenti inviati e dalle informazioni anagrafiche effettivamente presenti nelle fatture.

  • qualora non siano disponibili le informazioni relative alla sede della controparte, i relativi elementi informativi possono essere valorizzati con “Dato assente”;
  • per le fatture semplificate ex art. 21-bis, DPR n. 633/72, in assenza degli identificativi

fiscali, è confermato l’obbligo di indicare il nome, cognome / denominazione.

 

ACQUISTO INTRAUE DI BENI E SERVIZI E INDICAZIONE DEL “TIPO DOCUMENTO”

 

In caso di acquisti intraUE nel campo Tipo Documentova riportato:

  • il codice TD10se la fattura è relativa all’acquisto di beni;
  • il codice TD11se la fattura riguarda l’acquisto di servizi.

Sul punto l’Agenzia precisa che, in presenza di una fattura intraUE riferita sia alla cessione di

beni che a prestazioni di servizi, per la compilazione del campo “Tipo Documento” va utilizzato

un criterio di “prevalenza” basato sull’ammontare delle cessioni / prestazioni.

Così, ad esempio, se il valore della cessione di beni è maggiore rispetto a quello della prestazione,

nel campo “Tipo Documento” va indicato “TD10 – Fattura per acquisto intracomunitario beni”.

Qualora la comunicazione sia relativa ad una nota di credito di un acquisto intraUE, nel campo

“Tipo Documento” va indicato “TD04”.

 

FATTURE “COINTESTATE”

Con riferimento alla comunicazione dei dati relativi a fatture cointestate, l’Agenzia precisa che:

  • tale fattispecie non si ritiene utilizzabile nei rapporti tra soggetti passivi IVA;
  • in caso di fattura emessa ad acquirenti / committenti privati, i dati “Identificativi Fiscali”

riguardano uno solo dei soggetti intestatari.

 

 

NATURA DELL’OPERAZIONE – CASI PARTICOLARI

 

FATTURE ACQUISTO FUORI CAMPO IVA EX ART. 74, DPR. N. 633/72

I dati relativi alle fatture di acquisto fuori campo IVA ex art. 74, DPR n. 633/72, qualora registrate, vanno trasmesse indicando nel campo “Natura” il codice “N2”.

 

ESPORTAZIONE IN “REGIME DEL MARGINE”

Con riferimento alla Comunicazione dei dati relativi ad un’esportazione effettuata da un

soggetto in regime del margine, nel campo “Natura” va indicato il codice “N3” (e non il codice

“N5”).

 

ACQUISTI INTRAUE NON IMPONIBILI / ESENTI

Per le fatture relative ad acquisti intraUE non imponibili / esenti ai sensi dell’art. 42, DL n. 331/93

nel campo “Natura” va riportato:

  • il codice “N3” se l’operazione è non imponibile;
  • il codice “N4” se l’operazione è esente.

 

 

ACQUISTI DA CONTRIBUENTI MINIMI / FORFETARI

Per le fatture ricevute da contribuenti minimi / forfetari nel campo “Natura” va indicato il codice “N2”.

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