Cooperative Compliance: linee guida operative, principi applicati in materia di controlli, impegni e responsabilità, platea e domanda di ammissione al regime.

Con il provvedimento n. 101573/2017 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le disposizioni attuative in tema di adempimento collaborativo (cooperative compliance) istituito con il decreto legislativo n. 128/2015 con l’obiettivo di instaurare un rapporto di fiducia tra Amministrazione e contribuente e, di conseguenza, aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. A gennaio erano stati emessi i primi provvedimenti di ammissione, ora le Entrate illustrano nel dettaglio questo regime innovativo, fornendo linee guida sulla assunzione di impegni di entrambe le parti.

 

Il provvedimento stabilisce precise regole relativamente all’interlocuzione “preventiva” con l’Agenzia delle Entrate, con modalità ad hoc per la formalizzazione delle posizioni assunte:

  • sottoscrizione di un “accordo di adempimento collaborativo”, che disciplina il trattamento fiscale delle operazioni, o di un complesso di operazioni, ritenute strategiche dall’impresa;
  • redazione, entro il termine di presentazione delle dichiarazioni fiscali, di una “nota di chiusura della procedura”, che riassume le posizioni assunte dalle parti nel corso delle interlocuzioni, specificando se sull’argomento si è formato un “accordo di adempimento collaborativo”, oppure se il contribuente non condivide la posizione dell’ufficio e dunque le posizioni risultano “sospese” e oggetto di riesame, anche dopo la chiusura del periodo di imposta, in un’ottica deflattiva del contenzioso.

Vengono inoltre definite le competenze per i controlli e le attività del nuovo regime, affidate al nuovo ufficio dedicato e ispirate ai seguenti principi:

  • centralità del controllo preventivo: la sede naturale per il controllo dei contribuenti in cooperative è costituita dalle interlocuzioni preventive;
  • non reiterazione dei controllisu fattispecie già affrontate o in corso di approfondimento nell’ambito delle interlocuzioni preventive;
  • garanzia dell’interfaccia unica per i contribuenti in cooperative.

Nella prima fase d’applicazione, sono stati ammessi al regime di adempimento collaborativo:

  • soggetti residenti e non, con volume d’affari o ricavi da dieci miliardi di euro;
  • soggetti residenti e non con volume d’affari o ricavi da a un miliardo di euro, a patto che abbiano presentato istanza di adesione al Progetto Pilota;
  • imprese che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia fornita a seguito di istanza d’interpello sui nuovi investimenti – Dlgs n. 147/2015, articolo 2 – indipendentemente dal volume d’affari o di ricavi.

La possibilità di accedere al regime è stata inoltre estesa anche alle società appartenenti al gruppo del soggetto che ha presentato domanda di ammissione e che svolgono nei confronti di esso funzioni di indirizzo in relazione al sistema di controllo del rischio fiscale.

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Nuovi avvisi fiscali e strumenti di compliance

Strumenti e strategie del Fisco per mettersi in regola spontaneamente: nuova sezione online sulla compliance e nuove lettere in arrivo.

A maggio sono partite 190mila lettere del Fisco verso soggetti IVA che non hanno presentato la dichiarazione per l’anno d’imposta 2016 o che l’hanno compilata solo in parte. Per sanare le anomalie, sul portale dell’Agenzia delle Entrate si possono consultare tutti gli strumenti a disposizione per sfruttare lo ravvedimento operoso e la possibilità di dichiarazioni correttive e integrative. Si tratta di una nuova sezione informativa, tutta dedicata alla compliance fiscale.

=> Adempimento collaborativo: linee guida

La nuova sezione informativa si raggiunge partendo dalla home page, attraverso il percorso: Cosa devi fare > Compliance, controlli, contenzioso e strumenti deflativi > Attività per la promozione della compliance.  Possibilità di navigazione personalizzata per persone fisiche e imprese.

Le comunicazioni amichevoli alle persone fisiche riguardando: reddito da lavoro dipendente e da pensione, altri redditi (redditi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionali, redditi diversi), redditi da fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili (compresi quelli che hanno optato per la cedolare secca), assegni periodici corrisposti al coniuge o ex coniuge, a seguito di separazione o divorzio, redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali, redditi di capitale relativi agli utili e altri proventi equiparati corrisposti da società di capitale o enti commerciali, redditi d’impresa derivanti da plusvalenze e sopravvenienze attive.

La comunicazione contiene i dati sull’anomalia riscontrata, i redditi che in Anagrafe Tributaria non risultano dichiarati e un dettaglio delle categorie reddituali alle quali si riferiscono i redditi segnalati. Alla lettera sono allegate le istruzioni sull’utilizzo del “Cassetto fiscale”, di “CIVIS” e le “modalità di compilazione della dichiarazione integrativa”. Sul sito dell’Agenzia ci sono i fac-simile di tutte le tipologie di comunicazione e uno strumento per calcolare sanzioni e interessi dovuti per la regolarizzazione.

Per quanto riguarda imprese e autonomi, l’Agenzia invia comunicazioni  con le anomalie riscontrate in dichiarazioni dei redditi o nelle dichiarazioni IVA, riguardanti omissioni o infedeltà riscontrate mettendo a confronto i dati dichiarati con quelli che l’Agenzia ha a disposizione all’interno delle proprie banche dati. Le comunicazioni 2017 riguardano i seguenti contribuenti: che non hanno presentato, per il periodo d’imposta 2016, la dichiarazione Iva o che l’hanno presentata compilando solo il quadro Va, che hanno dichiarato, per il periodo d’imposta 2014, un importo delle operazioni attive IVA inferiore a quello comunicato dai propri clienti all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 78/2010 (Spesometro fornitori).

Utilizzando il “Cassetto fiscale”, oltre a consultare la lettera, è disponibile un prospetto di dettaglio con il quale viene illustrato come è stata determinata la somma che non risulta dichiarata. Anche qui, i fac-simile delle lettere inviate ai contribuenti sono pubblicati sul sito dell’Agenzia.

=> Adempimento collaborativo, le FAQ del Fisco

contribuenti che ricevono queste comunicazioni di compliance possono chiedere informazioni utilizzando le modalità che sono descritte nella missiva. In generale, potranno rivolgersi a un Centro di Assistenza Multicanale (CAM), attraverso i numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore – comunicazione direzione centrale accertamento”; alla Direzione Provinciale di competenza; a uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate. Attraverso l’applicativo Civis è possibile trasmettere documentazione che spieghi l’anomalia segnalata.

Gli errori e le omissioni possono essere regolarizzati presentando una dichiarazione integrativa, oppure versando maggiori imposte dovute e interessi e, in misura ridotta, sanzioni specifiche delle violazioni oggetto di comunicazione.  C’è un’applicazione online che calcola gli interessi relativi alla maggiore imposta dovuta e le sanzioni correlate alla infedele dichiarazione in misura ridotta, sezione “Compliance per i cittadini”. Le somme dovute (maggiore imposta, interessi e sanzione ridotta) si versano utilizzando il modello F24, riportando il “codice atto” indicato in alto a sinistra nella lettera ricevuta.

L’Agenzia delle Entrate coglie l’occasione per ricordare che la strategia di compliance fiscale inaugurata negli ultimi anni, che invita il contribuente a mettersi in regola prima di intervenire con eventuali provvedimenti esecutivi, sta producendo risultati positivi: nel 2016 oltre 500mila comunicazioni, e mezzo miliardo di euro riportati nelle casse dello Stato.

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