Regolarizzazione  fabbricati rurali – Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 24.5.2017

 

Ai proprietari di fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano l’Agenzia delle Entrate invierà un avviso bonario, al fine di consentire la regolarizzazione tramite il ravvedimento operoso. L’interessato potrà comunicare all’Agenzia eventuali “inesattezze” nello stesso contenute:

compilando l’apposito “modello di segnalazione” allegato all’avviso;

utilizzando il servizio online disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

 

 

Agevolazione “prima casa” e donazione al coniuge Sentenza CTP Milano         7.2.2017, n. 1134/35/17   

 

Non si determina la decadenza dalle agevolazioni “prima casa” qualora, prima del decorso di 5 anni dall’acquisto, il coniuge cede all’altro il 50% della quota ad un prezzo simbolico, che non viene pagato.

L’atto di cessione è, infatti, riqualificabile come donazione, avente lo scopo di ricongiungere la proprietà del bene in capo ad un unico soggetto, al fine di un futuro acquisto di un nuovo immobile.

 

Redditometro – Sentenza Corte Cassazione 5.5.2017, n. 11082

L’accertamento tramite redditometro è nullo se il contribuente prova che gli acquisti sono giustificati da disponibilità derivanti dalla stipula di un mutuo.

 

Canone RAI, scadenze 2017

Si avvicina la scadenza del 30 giugno per l’esenzione semestrale dal canone RAI 2017 per mancato possesso dell’apparecchio televisivo: chi avesse mancato la scadenza di gennaio, infatti, può ancora ottenere il riconoscimento del diritto all’esenzione  per il secondo semestre, così da non vedersi più addebitare l’abbonamento dopo giugno (quindi, alla fine pagherà 45 euro).

La scadenza per l’esenzione annuale era il 31 gennaio: chi è arrivato tardi si è visto addebitare sulla bolletta elettrica le prime rate da 9 euro (se la bolletta è bimestrale da febbraio, addebiti da 18 euro di canone TV e via dicendo).

Esenzione

I contribuenti che non hanno un televisore hanno diritto all’esenzione ma devono comunicarlo ogni anno alla RAI, entro il 31 gennaio. L’adempimento va quindi effettuato anche da parte di coloro che hanno già chiesto l’esenzione per non possesso dell’apparecchio televisivo nell’anno precedente: la richiesta va rinnovata tutti gli anni, altrimenti pur non avendo l’apparecchio televisivo bisogna pagare il canone. Chi invia la domanda di esenzione entro il 30 giugno, avrà diritto all’esenzione solo per il secondo semestre.

Attenzione: l’obbligo di presentare la dichiarazione di esenzione tutti gli anni riguarda solo il caso di chi non possiede il televisore. Se invece l’esenzione è determinata dal fatto che il canone RAI viene già pagato su un’altra utenza, coloro che hanno già presentato il modulo lo scorso anno non devono ripresentarlo.

moduli da utilizzare sono quelli pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate e che l’invio non richiede alcuna spesa.  Resta possibile l’invio cartaceo, in plico raccomandato senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio Torino 1, Sportello abbonamenti TV, Casella postale 22, 10121 – Torino. 

ISA: il Fisco dà i voti alla capacità contributiva dei contribuenti

In sede di conversione in legge, la Manovra correttiva 2017 ha completamente riscritto l’iniziale disciplina sugli indici di affidabilità fiscale prevista dal decreto fiscale n. 193/2016. Sul piano concettuale, gli indici restano il risultato di elaborazioni statistiche, con le note criticità. La vera innovazione sta nell’attribuzione di un voto, variabile da 1 a 10, che esprime il grado di affidabilità fiscale riconosciuto al contribuente, anche al fine di consentire a quest’ultimo l’accesso al regime premiale, particolarmente favorevole. Per garantire neutralità, trasparenza, omogeneità di trattamento e pari accesso al regime premiale, sarà necessario perimetrare in modo preciso i criteri di valutazione e i poteri dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate.

Sono passati pochi mesi dall’introduzione, in sede di conversione in legge del D.L. n. 193/2016, degli “indici sintetici di affidabilità per la promozione dell’osservanza degli obblighi fiscali, per la semplificazione degli adempimenti e per la contestuale soppressione degli studi di settore”; senza che il provvedimento abbia trovato applicazione, è la norma è già stata abrogata.

 

In sede di conversione del D.L. n. 50/2017, infatti, da un lato, sono stati abrogati tali indici; dall’altro, con una nuova disposizione, pur lasciando immutata la rubricazione, è stata reintrodotta la medesima disciplina con importanti novità.

Come prima considerazione va ricordato che il provvedimento del 2016 era stato salutato come “la soluzione” per porre fine ad una strategia di contrasto all’evasione fiscale basata, essenzialmente, sulla determinazione presuntiva del reddito dei contribuenti, inizialmente limitata ad una fascia media, successivamente estesa ad altri con volume d’affari fino a 7,5 milioni di euro, cioè, alla quasi totalità dei soggetti passivi d’imposta titolari di partita iva.

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