OGGETTO: IL VERSAMENTO DELLA TASSA LIBRI SOCIALI 2017

 

Entro il prossimo 16.3.2017 le società di capitali, come di consueto, sono tenute al versamento della tassa annuale per la vidimazione dei libri sociali.

L’importo dovuto è collegato all’ammontare del capitale sociale alla data dell’1.1.2017 ed è pari a:

€ 309,87 se il capitale o il fondo di dotazione non è superiore a € 516.456,90;

€ 516,46 se il capitale o il fondo di dotazione supera € 516.456,90.

 

 

Entro il 16.3.2017 le società di capitali (spa, srl e sapa) devono versare la tassa annuale per la

vidimazione dei libri sociali. Come precisato dal Ministero delle Finanze nella Circolare 3.5.96, n.

108/E sono obbligate al versamento anche:

 le società in liquidazione ordinaria;

 le società sottoposte a procedure concorsuali, sempreché permanga l’obbligo della tenuta dei

libri da vidimare nei modi previsti dal Codice civile.

In caso di trasferimento della sede sociale nella circoscrizione territoriale di competenza di un

altro Ufficio dell’Agenzia delle Entrate dopo aver versato la tassa annuale, la società non è tenuta

ad un ulteriore versamento in quanto non è necessaria una nuova vidimazione dei libri.

Relativamente ad una società costituita a fine 2016 (ad esempio, in data 16.11.2016) con chiusura del primo esercizio il 31.12.2017, si ritiene che la tassa in esame sia dovuta per anno e non per periodo d’imposta. Ne consegue che, in sede di costituzione, la società ha versato la tassa (dovuta) per il 2016 ed entro il 16.3.2017 dovrà versare quanto dovuto per il 2017.

 

SOGGETTI ESONERATI

Sono esonerati dal pagamento della tassa in esame i seguenti soggetti:

Società cooperative e di mutua assicurazione.

In sede di vidimazione dei libri / registri da parte di una cooperativa / mutua assicuratrice è dovuta la tassa di concessione governativa pari a € 67 per ogni 500 pagine (o frazioni di 500 pagine).

Ciò è richiesto anche in caso di vidimazione (eventuale) di un libro sociale (ad esempio, libro decisioni soci) da parte di una società di persone.

Consorzi che non assumono la forma di società consortili (RM 10.11.90, n. 411461).

Società di capitali dichiarate fallite (ordinanza Tribunale di Torino 19.2.96), in quanto il curatore è obbligato alla tenuta delle scritture previste dalla Legge Fallimentare, che devono essere vidimate dal Giudice Delegato “senza spese”.

Società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza scopo di lucro affiliate ad una Federazione sportiva nazionale, ad una disciplina sportiva associata o ad un Ente di formazione sportiva a condizione che il relativo atto costitutivo sia conforme a quanto prescritto dalla Legge n. 289/2002.

L’esonero dovrebbe essere collegato al fatto che l’art. 13-bis, comma 1, DPR n. 641/72 prevede che “gli atti e i provvedimenti concernenti le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e le società e associazioni sportive dilettantistiche sono esenti dalle tasse sulle concessioni governative”.

Pertanto se tali soggetti non devono assolvere la tassa di C.G. in sede di vidimazione, gli stessi non sono neppure tenuti al versamento (forfetario) annuale.

AMMONTARE DOVUTO

La tassa annuale:

sostituisce la tassa di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali (libro assemblee soci, libro decisioni Consiglio di amministrazione, ecc.);

 è deducibile ai fini IRES e IRAP;

 è dovuta in misura forfetaria, indipendentemente dal numero di libri o pagine utilizzati nell’anno.

 

MODALITÀ DI VERSAMENTO

Il versamento in esame va effettuato tramite il mod. F24 riportando, in particolare, i seguenti dati

nella Sezione “Erario”:

L’importo dovuto può essere compensato con eventuali crediti disponibili.

Si rammenta che:

il mod. F24 a zero” va presentato esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel / Fisconline);

il mod. F24 a debito” con o senza compensazione va presentato mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate e dagli intermediari della riscossione (Entratel / Fisconline / remote / home banking).

 

VIDIMAZIONE LIBRI – ESIBIZIONE MOD. F24

In sede di vidimazione dei libri al Notaio / Registro delle Imprese va esibita la prova dell’avvenuto pagamento della tassa in esame.

In particolare, relativamente alle vidimazioni effettuate nel 2017:

anteriori al 16.3.2017, la prova del pagamento non può essere richiesta, poiché non è ancora decorso il termine per il versamento, come evidenziato nella RM 20.11.2000, n. 170/E;

successive al 16.3.2017, va esibita la fotocopia del mod. F24.

Il controllo dell’avvenuto versamento può essere eseguito dall’Amministrazione finanziaria successivamente, in sede di eventuali accertamenti / verifiche.

 

SOCIETÀ COSTITUITE DOPO L’1.1.2017

Le società di capitali costituite successivamente all’1.1.2017 sono tenute a versare la tassa annuale (€ 309,87 / 516,46) esclusivamente mediante bollettino di c/c/p n. 6007, intestato

all’Ufficio delle Entrate – Centro Operativo di Pescara.

 

REGIME SANZIONATORIO E RAVVEDIMENTO OPEROSO

In occasione della revisione del regime sanzionatorio introdotta dal D.Lgs. n. 473/97, è stato modificato l’art. 9, DPR n. 641/72, eliminando il comma 3 che prevedeva una specifica sanzione per il mancato / ritardato versamento delle tasse annuali.

Il venir meno di una specifica sanzione per l’omesso / ritardato versamento della tassa annuale, ha

portato a ritenere che la sanzione applicabile per la violazione in esame fosse riconducibile alla

disciplina di cui al D.Lgs. n. 471/97, anche in considerazione del fatto che il Ministero delle Finanze

nella Circolare 25.1.99, n. 23/E ha precisato che “il Titolo II del d.lgs. n. 471, costituito dagli articoli

13, 14 e 15, disciplina unitariamente le violazioni in materia di riscossione dei tributi,

precedentemente contemplate nelle singole leggi d’imposta”.

Secondo tale interpretazione, quindi, all’omesso / ritardato versamento della tassa annuale risulta

applicabile la regola generale in materia di omesso versamento dei tributi di cui all’art. 13, comma

3, D.Lgs. n. 471/97 in base alla quale, a seguito delle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 158/2015,

dall’1.1.2016, la sanzione è pari al:

30% dell’importo dovuto;

15% se il versamento è eseguito con ritardo non superiore a 90 giorni;

1% per ogni giorno di ritardo se il versamento è eseguito con ritardo non superiore a 15 giorni

 

Va tuttavia evidenziato che l’Agenzia delle Entrate, così come talune Camere di Commercio indicano nei rispettivi siti Internet che la sanzione irrogabile alla violazione in esame è compresa tra il 100% e il 200% come previsto dall’art. 9, comma 1, DPR n. 641/72 in base al quale “chi esercita un’attività per la quale è necessario un atto soggetto a tassa sulle concessioni governative senza aver ottenuto l’atto stesso o assolta la relativa tassa è punito con la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della tassa medesima”.

Ciò si riflette chiaramente sulla determinazione della sanzione ridotta dovuta in caso di regolarizzazione della violazione tramite il ravvedimento operoso.

 

REGOLARIZZAZIONE TRAMITE IL RAVVEDIMENTO OPEROSO

Considerato che il tributo in esame rientra tra quelli amministrati dall’Agenzia delle Entrate è possibile regolarizzare l’omesso / tardivo versamento tramite il ravvedimento operoso applicando le seguenti sanzioni ridotte.

Sanzione ridotta Termine di regolarizzazione

dallo 0,1% all’1,4% (1% x 1/10) Entro 14 giorni dalla scadenza, applicando lo 0,1% per ogni giorno di ritardo

1,50% (15% x 1/10) Dal 15° al 30° giorno dalla scadenza

1,67% (15% x 1/9) Dal 31° al 90° giorno dalla scadenza

3,75% (30% x 1/8)

Entro 1 anno (dal 16.3)

Entro il prossimo 16.3.2017 è possibile regolarizzare

l’omesso versamento della tassa dovuta per il 2016

scaduta il 16.3.2016

4,29% (30% x 1/7) Entro 2 anni (dal 16.3)

5% (30% x 1/6) Entro il termine di accertamento

L’importo della tassa va maggiorato degli interessi di mora, calcolati applicando il tasso di

interesse legale (0,2% nel 2016, 0,1% dall’1.1.2017 – Informativa SEAC 3.1.2017, n. 2).

 

In caso di “tardivoversamento della tassa non contestuale al versamento della sanzione ridotta, quest’ultima va commisurata in base ai giorni di ritardo del versamento della tassa. Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 5.8.2011, n. 41/E, in presenza di un versamento eseguito con 3 giorni di ritardo e regolarizzato entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è pari allo 0,3% (0,1% x 3).

Si rammenta infine che il versamento:

della tassa cumulativamente agli interessi va effettuato tramite il mod. F24;

della sanzione va effettuato tramite il mod. F23 riportando i seguenti dati:

campo 6 codice ufficio “RCC

campo 9 causale “SZ

campo 10 anno di riferimento della tassa (“2017”, “2016”, ecc.);

campo 11 codice tributo “678T”.

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