LA CONTABILIZZAZIONE DELLA RITENUTA 8% OPERATA ALL’ATTO DELL’ACCREDITO DEI BONIFICI AGEVOLATI PER LE DETRAZIONI 50%-65%

La Legge di Stabilità per l’anno 2015 ha modificato, dal 4% all’8%, la misura dell’aliquota della ritenuta d’acconto da applicare ai bonifici che fruiscono della detrazione per il recupero edilizio di immobili residenziali (detrazione Irpef 50%) ovvero per la riqualificazione energetica degli edifici (detrazione Irpef/Ires 65%).
 

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, Tuir la ritenuta di acconto dell’8% ha un ambito generalizzato, in quanto il pagamento delle spese mediante bonifico bancario o postale costituisce la modalità obbligatoria per usufruire della detrazione Irpef.
Per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici di cui all’articolo 1, comma 344, 345, 346 e 347, L. 296/2006 (detrazione Irpef/Ires del 65%) l’obbligo di effettuare i pagamenti mediante bonifico bancario o postale si ha solo per le spese sostenute da soggetti non titolari di reddito d’impresa

 

 

Ambito oggettivo di applicazione della ritenuta dell’8%

L’articolo 25, comma 1, D.L. 78/2010 ha previsto a decorrere dal 1° luglio 2010 l’obbligo per le Banche e le Poste Italiane Spa di applicare una ritenuta di acconto del 10% sui pagamenti effettuati con bonifico relativamente a oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione di imposta.
Il successivo provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 30 giugno 2010 ha stabilito che la ritenuta del 10% debba essere effettuata all’atto dell’accredito di bonifici disposti per spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per spese per interventi di riqualificazione energetica.
La misura della ritenuta di acconto è stata successivamente ridotta al 4% dall’articolo 23, comma 8, D.L. 98/2011 e poi nuovamente incrementata all’8%, a decorrere dal 1° gennaio 2015 dall’articolo 1, comma 657, L. 190/2014.

I pagamenti effettuati mediante bonifico dai contribuenti che intendono avvalersi della detrazione del 50% o del 65% corrispondono a fatture emesse da parte dei fornitori che agiscono nell’ambito del reddito di impresa o del reddito di lavoro autonomo. Sono agevolabili non solo la realizzazione degli interventi da parte delle imprese ma anche le prestazioni professionali quali le consulenze per la progettazione, per la redazione di perizie tecniche, per la redazione della documentazione che comprovi la sicurezza statica del patrimonio edilizio, le consulenze per la redazione dell’attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica e per l’invio all’ENEA della documentazione obbligatoria per fruire della detrazione del 65%.

 

Con la circolare n. 40/E/2010 l’Agenzia delle entrate ha specificato che la ritenuta di acconto non deve essere calcolata sul totale fattura (comprensivo dell’Iva), bensì sull’imponibile della stessa: non essendo la banca che accredita il bonifico a conoscenza dell’aliquota Iva applicata all’operazione, la ritenuta dell’8% deve essere calcolata su un imponibile determinato assumendo l’Iva sempre nella misura del 22%, indipendentemente dall’importo fatturato e dalla eventuale presenza in fattura di corrispettivi assoggettati a Iva con aliquota pari al 10% o di rimborsi spese anticipati in nome e per conto del committente, ovvero di altre somme non imponibili ai fini Iva.
Il soggetto beneficiario del bonifico agevolato si vedrà, pertanto, accreditare dal proprio istituto di credito un importo decurtato della ritenuta di acconto ai fini Irpef/Ires che potrà scomputare in sede di liquidazione delle imposte dovute nella propria dichiarazione dei redditi.
In alcuni casi, per le somme oggetto di un bonifico che fruisce della detrazione del 50% o del 65%, è già prevista la effettuazione di una ritenuta da parte del soggetto ordinante:

  • sui corrispettivi dovuti dai condomìni per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o di servizi è prevista una ritenuta di acconto del 4%. Devono essere assoggettate a ritenuta del 4% tutte le prestazioni di manutenzione, di ristrutturazione, di esecuzione delle pulizie nonché tutti i servizi resi in regime di impresa a seguito di un contratto di appalto o d’opera;
  • sui corrispettivi dovuti ai professionisti è prevista una ritenuta di acconto del 20% (operata ai fini Irpef).

Al fine di evitare che in dette ipotesi le imprese e i professionisti che effettuano prestazioni di servizi per interventi di ristrutturazione edilizia o di riqualificazione energetica subiscano un doppio prelievo alla fonte sugli stessi corrispettivi, va applicata la sola ritenuta dell’8% da parte della banca beneficiaria, non operando in tali casi le ritenute ordinariamente previste dal D.P.R. 600/1973.
I lavoratori autonomi e le imprese che lavorano in appalto per i condomìni, devono prestare particolare attenzione a inviare le proprie le fatture per prestazioni ricadenti nelle detrazioni del 50% o del 65%, in quanto non devono esporre la ritenuta di acconto ai fini Irpef/Ires del 4% o ai fini Irpef del 20% nel caso di incasso delle stesse con bonifici “parlanti”, subendo all’atto dell’accredito del bonifico la ritenuta dell’8% sostitutiva delle altre ritenute che rende l’istituto di credito l’unico sostituto di imposta.
 

La circolare n. 7/E/2016 ha chiarito che per fruire del “bonus arredi” e del “bonus mobili giovani coppie”, se il bonifico è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello assoggettato a ritenuta appositamente predisposto da banche e poste per le spese di ristrutturazione edilizia. Nel caso, però, di utilizzo del bonifico con la dicitura “articolo 16-bis, D.P.R. 917/1986” la ritenuta dell’8% sarà sempre applicata dalla banca del soggetto beneficiario.

La ritenuta di acconto non deve essere esposta in fattura da parte del fornitore ma solamente trattenuta da parte dell’istituto di credito: il soggetto beneficiario vedrà accreditato un bonifico di importo pari al lordo fattura decurtato della ritenuta di acconto dell’8% (la percentuale della ritenuta di acconto che effettivamente viene trattenuta è inferiore all’8%) che potrà scomputare in sede di liquidazione delle imposte dovute nella propria dichiarazione dei redditi.
La banca provvede al versamento mediante modello F24 della ritenuta operata entro la scadenza del giorno 16 del mese successivo al pagamento (nel caso di specie entro il 16 dicembre 2016). Entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state operate le ritenute da parte degli istituti di credito, verranno rilasciate le certificazioni di avvenuto versamento delle ritenute di acconto, per le quali è stato approvato con la risoluzione n. 65/E/2010 l’apposito codice tributo 1039 da utilizzare da parte di Banche e Poste Italiane Spa nella sezione “Erario” del modello F24 per effettuare il versamento entro il giorno 16 del mese successivo all’accredito dei bonifici “parlanti”.

 

Scomputo della ritenuta in dichiarazione per i bonifici accreditati nell’anno successivo

Le imprese devono prestare particolare attenzione nel caso in cui le fatture emesse per l’esecuzione dei lavori di recupero edilizio o di riqualificazione energetica degli edifici siano emesse nel corso di un periodo di imposta (ad esempio 2016) e il pagamento delle stesse avvenga con la modalità del bonifico bancario “parlante” che obbliga l’istituto di credito all’effettuazione della ritenuta di acconto dell’8% nel periodo di imposta successivo (2017).
In tali casi, il ricavo viene rilevato contabilmente nel momento di emissione della fattura nel 2016 mentre la ritenuta di acconto, in ogni caso relativa a un accredito avvenuto nel 2017, deve essere scomputata secondo il criterio disposto dall’articolo 22, comma 1, lettera c), Tuir, per il quale:

  • le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate, anteriormente alla presentazione della dichiarazione dei redditi (cioè tra il 1° gennaio 2017 e fino al termine ultimo del 30 settembre 2017), sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo del 2016, vanno scomputate direttamente in Unico 2017, seppure operate nell’anno successivo;
  • le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate, dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi (cioè, al più tardi dopo il 1° ottobre 2017), sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo del 2016, devono essere scomputate in Unico 2018, cioè nel periodo di imposta 2017 nel quale sono state operate.

 

 

Il criterio di scomputo presente nel nostro ordinamento si scontra con problematiche di ordine pratico: il versamento delle imposte con scadenza 16 giugno del periodo di imposta successivo impone alle imprese di considerare a titolo di scomputo le ritenute relative ad accrediti (di fatture emesse nell’anno precedente) al più avvenuti entro il 90° giorno successivo alla data di chiusura del periodo di imposta, termine previsto dal codice civile per l’approvazione del progetto di bilancio delle società di capitali da parte dell’organo amministrativo.
Tale problematica non sussiste per i professionisti che fatturano prestazioni per le quali vengono disposti bonifici parlanti per la fruizione delle detrazioni del 50% e del 65%: adottando i lavoratori autonomi il criterio di cassa ai fini della determinazione del reddito, la ritenuta di acconto dell’8% verrà sempre scomputata nel medesimo periodo di imposta a cui si riferiscono i compensi incassati.

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