OGGETTO: LA FINANZIARIA 2016

È stata pubblicata sul S.O. n. 70 alla G.U. 30.12.2015, n. 302 la Finanziaria 2016 (Legge 28.12.2015, n. 208) c.d. “Legge di stabilità 2016”, in vigore dall’1.1.2016. Nell’iter di approvazione il Legislatore ha apportato una serie di significative modifiche.

 

NOVITÀ IMU – commi da 10 a 13, 15 e 53

 

IMMOBILI IN COMODATO A PARENTI

In sede di approvazione è stato rivisto il trattamento dell’unità immobiliare concessa in comodato ad un parente in linea retta entro il primo grado che la utilizza come abitazione principale. Tale fattispecie non rientra quindi più nella potestà regolamentare del Comune.

In particolare, la base imponibile IMU è ridotta del 50% per le unità immobiliari, escluse quelle di lusso” (A/1, A/8 e A/9), concesse in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale a condizione che:

  • il contratto sia registrato;
  • il comodante:
    • possieda un solo immobile in Italia, oltre all’abitazione principale non di lusso sita nel Comune in cui è ubicato l’immobile concesso in comodato;
    • risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in

Al fine di poter fruire di tale agevolazione il comodante deve presentare la dichiarazione IMU per attestare il possesso dei requisiti richiesti.

 

ESENZIONE TERRENI AGRICOLI

È confermata la rivisitazione della tassazione applicabile ai terreni agricoli. In particolare, è riconosciuta l’esenzione IMU per i terreni agricoli:

  • ricadenti in aree montane e di collina in base ai criteri individuati dalla CM 14.6.93, n. 9;
  • posseduti e condotti da coltivatori diretti / IAP iscritti alla previdenza agricola,

indipendentemente dalla loro ubicazione;

  • ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’Allegato A della Legge n. 448/2001;
  • ad immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e

Conseguentemente sono abrogate le disposizioni relative alla determinazione  della base imponibile di detti terreni (art. 13, commi 5 e 8-bis, DL n. 201/2011) nonché all’individuazione dei terreni agricoli imponibili / esenti IMU per il 2014 e 2015 (art. 1, commi da 1 a 9-bis, DL n. 4/2015).

 

ESENZIONE IMMOBILI COOPERATIVE EDILIZIE

L’esenzione IMU prevista per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari è riconosciuta anche nel caso in cui gli immobili di dette cooperative sono destinati a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica.

 

DISPOSIZIONI  IMI / IMIS PROVINCIA DI TRENTO E BOLZANO

Con riferimento alle imposte (IMI e IMIS) previste in Provincia di Bolzano e di Trento in “sostituzione” all’IMU:

  • è confermata l’abrogazione dell’ultimo periodo del comma 8 dell’art. 9, Lgs. n. 23/2011 a seguito della quale è eliminata la possibilità, riconosciuta alle Province Autonome di Trento e Bolzano, di assoggettare ad IMU i fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • all’art. 8, comma 1, D.Lgs. n. 23/2011 è aggiunto un nuovo periodo in base al quale a decorrere dal 2014 anche dette imposte, così come l’IMU, sono alternative all’IRPEF per la componente immobiliare. In altre parole, quindi, la rendita catastale degli immobili non locati assoggettati ad IMI / IMIS non concorre alla base imponibile

INVIO DELIBERE E REGOLAMENTI DA PARTE DEI COMUNI

È confermato al 14.10 (anziché al 21.10) il termine ultimo entro il quale i Comuni sono tenuti ad inviare telematicamente al Portale del Federalismo fiscale le delibere ed i regolamenti IMU, affinché l’efficacia degli stessi decorra dalla data di pubblicazione.

Resta fermo al 28.10 il termine entro il quale dette delibere e regolamenti devono risultare pubblicati sul sito Internet del MEF per trovare applicazione a decorrere dall’anno di pubblicazione.

 

RIDUZIONE IMU IMMOBILI LOCATI A CANONE CONCORDATO

E disposto che per gli immobili locati a canone concordato di cui alla Legge n. 431/98, l’ammontare dell’IMU dovuta, così come risultante dall’applicazione dell’aliquota fissata dal Comune, è ridotto del 25% (va versato il 75%).

 

NOVITÀ TASI – comma 14, 28 e 54

ESENZIONE ABITAZIONE PRINCIPALE

È confermata la modifica del comma 669, Finanziaria 2014, a seguito della quale l’esenzione TASI già riconosciuta per i terreni agricoli è estesa alle unità immobiliari adibite ad abitazione principale, escluse quelle di lusso (A/1, A/8 e A/9). Conseguentemente sono modificati anche:

  • il comma 639, che ora individua nel possessore e nell’utilizzatore i soggetti passivi TASI con esclusione delle unità immobiliari destinate ad abitazione principale dall’uno o dall’altro nonché dal relativo nucleo familiare;
  • il comma 681, il quale ora dispone che, nei casi in cui l’immobile costituisca abitazione principale per il detentore, la TASI è dovuta soltanto dal proprietario, nella percentuale fissata dal Comune ovvero nella misura del 90% se il regolamento / delibera comunale non disciplina tale

Tali disposizioni non trovano applicazione per le abitazioni principali di lusso per le quali, in base alla disciplina “generale” TASI, l’imposta è dovuta e, in presenza di un proprietario e di un detentore, la stessa è versata da ciascuno nella percentuale fissata dal Comune ovvero nella misura fissata dalla norma nazionale.

 

FABBRICATI “BENI MERCE”

È confermata l’integrazione del comma 678, Finanziaria 2014, in base alla quale per i fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, c.d. “beni merce”, l’aliquota TASI è ridotta allo 0,1% fintanto che permanga tale destinazione e gli stessi non siano locati.

I Comuni possono aumentare detta aliquota fino allo 0,25%, ovvero diminuirla fino ad azzerarla.

INVIO DELIBERE E REGOLAMENTI DA PARTE DEI COMUNI

È confermato che il termine ultimo entro il quale i Comuni sono tenuti ad inviare telematicamente al Portale del Federalismo fiscale le delibere ed i regolamenti TASI, affinché l’efficacia degli stessi decorra dalla data di pubblicazione, è fissato al 14.10 (anziché al 21.10).

Resta fermo al 28.10 il termine entro il quale dette delibere e regolamenti devono risultare pubblicati sul sito Internet del MEF per trovare applicazione a decorrere dall’anno di pubblicazione.

 

MAGGIORAZIONE ALIQUOTE

Per il 2016, con riferimento agli immobili non esenti, il Comune può mantenere le maggiorazioni TASI di cui all’art. 1, comma 677, Finanziaria 2014, nella stessa misura applicata per il 2015.

Si rammenta che secondo il citato comma 677 il Comune può determinare l’aliquota rispettando il vincolo in base al quale la somma delle aliquote TASI e IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31.12.2013, fissata al 10,6‰ e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile. Per il 2014 e 2015 tale aliquota massima non può eccedere il 2,5‰.

Detti limiti possono essere maggiorati di un ulteriore 0,8‰ a condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari ad esse equiparate, detrazioni d’imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico d’imposta TASI equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all’IMU relativamente alla stessa tipologia di immobili.

In merito al termine ultimo di approvazione delle delibere / regolamenti comunali riguardanti le aliquote TASI per il 2015, è stato espressamente previsto che il termine per deliberare il bilancio di previsione per il 2015 da parte del Comune, cui è ancorato il termine per deliberare le aliquote TASI deve intendersi riferito al 31 luglio 2015, in quanto ultimo giorno del mese di luglio”.

RIDUZIONE TASI IMMOBILI LOCATI A CANONE CONCORDATO

Analogamente a quanto previsto ai fini IMU, anche ai fini TASI è introdotta una riduzione dell’imposta dovuta per gli immobili locati a canone concordato di cui alla Legge n. 431/98.

In particolare, al comma 768, Finanziaria 2014 è aggiunto un nuovo periodo in base al quale “per gli immobili locati a canone concordato … l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal comune … è ridotta al 75 per cento”.

 

NOVITÀ IVIE – comma 16

 

È confermata, l’esenzione IVIE per l’immobile posseduto all’estero che costituisce l’abitazione principale (comprese le relative pertinenze) nonché la casa coniugale assegnata all’ex coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Tale esenzione non trova applicazione se l’immobile in Italia risulterebbe di lusso (A/1, A/8 o A/9). In tali casi va applicata l’aliquota ridotta dello 0,4% e la detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, di € 200, eventualmente rapportata al periodo durante il quale si realizza la destinazione ad abitazione principale.

Per l’immobile abitazione principale di più soggetti, la detrazione va ripartita tra gli aventi  diritto

in proporzione alla quota per la quale tale destinazione si verifica.

 

 

REVISIONE / AGGIORNAMENTO RENDITE CATASTALI – commi da 21 a 24

È confermato che, a decorrere dall’1.1.2016,  la rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, di cui alle categorie catastali D ed E, va determinata tramite stima diretta “tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento”.

Dalla stima diretta volta alla quantificazione della rendita catastale vanno esclusi i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo. Da ciò consegue che non risultano più assoggettati ad IMU gli impianti ed i macchinari “imbullonati”.

È possibile presentare atti di aggiornamento per la rideterminazione della rendita catastale

degli immobili già censiti (procedura DOCFA), in base a dette nuove modalità.

 

Solo per il 2016, se l’atto di aggiornamento è presentato entro il 15.6.2016, la rendita catastale rideterminata ha effetto dall’1.1.2016.

Ciò comporta che per la determinazione dell’IMU 2016, in deroga alla regola generale di cui all’art. 13, comma 4, DL n. 201/2011 (rilevanza della rendita catastale risultante all’1.1 dell’anno di imposizione), è possibile considerare la nuova rendita catastale rideterminata.

 

BLOCCO AUMENTI TRIBUTI / ADDIZIONALI 2016 – comma 26

È sospesa l’efficacia degli aumenti di tributi / addizionali disposti da Regioni / Comuni per il 2016, rispetto al 2015, salvo il caso di copertura del dissesto sanitario, ovvero di manovra finalizzata all’accesso alle anticipazioni di liquidità, nonché della TARI.

 

NUOVO REQUISITO “PRIMA CASA” – comma 55

In sede di approvazione, in materia di agevolazioni “prima casa”, è stato introdotto il nuovo comma 4-bis alla Nota II-bis), DPR n. 131/86 in base al quale il soggetto già proprietario della prima casa” può acquistare la “nuova prima casaapplicando le relative agevolazioni anche se risulta ancora proprietario del primo immobile a condizione che lo stesso sia venduto entro un anno dal nuovo acquisto.

Se entro detto termine annuale la “vecchia prima casa” non viene venduta, vengono meno le condizioni che consentono l’applicazione delle agevolazioni.

 

DETRAZIONE IVA ACQUISTO UNITÀ IMMOBILIARI RESIDENZIALI – comma 56

In sede di approvazione è stata inserita un’interessante agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’IRPEF lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, il 50% dell’IVA relativa all’acquisto di unità immobiliari residenziali, di classe energetica A / B, cedute dalle imprese costruttrici. La detrazione:

  • spetta per gli acquisti effettuati entro il 12.2016;
  • va ripartita in 10 quote annuali.

 

 

  • RIDUZIONE ALIQUOTA IRES – commi da 61 a 66 e 69

A decorrere dall’1.1.2017, con effetto per i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31.12.2016, l’aliquota IRES è fissata nella misura del 24% (anziché 27,5%). Conseguentemente:

  • dalla stessa data, è fissata all’1,20% la misura della ritenuta a titolo d’imposta sugli utili corrisposti a società ed enti soggetti ad un’imposta sul reddito delle società in uno Stato UE / SEE di cui all’art. 27, comma 3-ter, DPR n. 600/73;
  • è demandata ad un apposito DM la rideterminazione della percentuale di concorrenza al reddito imponibile di dividendi e plusvalenze, ora fissata nella misura del 49,72%, nonché di quella relativa agli utili percepiti dagli enti non commerciali (ora pari al 77,74%).

Al fine di evitare che tali modifiche comportino l’aumento della quota imponibile per i soggetti di cui all’art. 5, TUIR (società di persone e soggetti equiparati) è disposto che le nuove percentuali non trovano applicazione con riferimento a detti soggetti.

 

ESENZIONE IRAP AGRICOLTURA – commi da 70 a 73

È confermata l’abrogazione della lett. d) del comma 1 dell’art. 3, D.Lgs. n. 446/97 e l’inserimento al successivo comma 2 della nuova lett. c-bis), a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015 (in generale dal 2016), ai sensi della quale sono esenti IRAP gli esercenti attività agricole ex art. 32, TUIR.

L’esenzione IRAP è riconosciuta anche:

  • alle cooperative e loro consorzi che forniscono in via principale, anche nell’interesse di terzi, servizi nel settore selvicolturale, ivi comprese le sistemazioni idraulico-forestali equiparati agli imprenditori agricoli dall’art. 8, D.Lgs. n. 227/2001;
  • alle cooperative e loro consorzi di cui all’art. 10, DPR n. 601/73 (società cooperative agricole e loro consorzi i cui redditi, derivanti dall’allevamento di animali con mangimi ottenuti per almeno un quarto dai terreni dei soci nonché mediante la manipolazione, conservazione, valorizzazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici e di animali conferiti prevalentemente dai soci esenti IRES).

Merita evidenziare che resta ferma la soggettività IRAP per le attività di agriturismo e di allevamento e per le attività connesse rientranti nell’art. 56-bis, TUIR, per le quali continua ad applicarsi l’aliquota ordinaria.

DEDUZIONE IRAP DIPENDENTI PRODUTTORI AGRICOLI

In sede di approvazione la deduzione riconosciuta ai produttori agricoli per i lavoratori agricoli dipendenti di cui all’art. 11, comma 4-octies, D.Lgs. n. 446/97 è ora “ammessa altresì, nei limiti del 70 per cento della differenza ivi prevista, calcolata per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno centoventi giorni nel periodo d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto”.

 

DETRAZIONI RECUPERO EDILIZIO E RISPARMIO ENERGETICO  commi 74 e 87

È disposta la proroga alle condizioni previste per il 2015, sia della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis, TUIR che per quelli di riqualificazione energetica di cui all’art. 1, commi da 344 a 347, Legge n. 269/2006.

In particolare, per le spese sostenute fino al 31.12.2016 (anziché fino al 31.12.2015) la detrazione:

  • per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta nella misura del 50%, su un importo massimo di spesa pari a € 000;
  • per gli interventi di risparmio e riqualificazione energetica, inclusi i nuovi interventi introdotti dal 2015 (schermature solari e impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili), è riconosciuta nella misura del 65%.

Le detrazioni per gli interventi di risparmio e riqualificazione energetica sono ora fruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) comunque denominati, per le spese sostenute dall’1.1 al 31.12.2016, per interventi realizzati sugli immobili di loro proprietà e adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

 

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI comma 74

È confermata la proroga della detrazione IRPEF del 50% su una spesa massima di € 10.000, riconosciuta ai soggetti che sostengono spese per l’acquisto di mobili e/o grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio per il quale si fruisce della  detrazione IRPEF (alle stesse condizioni previste per il 2015).

La detrazione è riconosciuta per le spese sostenute fino al 31.12.2016 (anziché fino al 31.12.2015).

 

 

BONUS “MOBILI GIOVANI COPPIE comma 75

In sede di approvazione è stata introdotta una nuova detrazione IRPEF:

  • riservata alle giovani coppie (coniugi ovvero conviventi more uxorio):
    • che costituiscono nucleo familiare da almeno 3 anni;
    • in cui almeno uno dei 2 non abbia superato i 35 anni di età;
    • acquirenti di un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (la norma non precisa i termini temporali relativi all’acquisto);
  • pari al 50%, su una spesa massima di € 000, per l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’abitazione.

Detta spesa deve essere sostenuta dall’1.1 al 31.12.2016 e la detrazione va ripartita in 10 quote annuali.

Tale detrazione non è cumulabile né con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio né con il bonus “mobili ed elettrodomestici” .

 

MAXI AMMORTAMENTI commi da 91 a 94 e 97

A favore delle imprese e dei lavoratori autonomi che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi nel periodo 15.10.2015 – 31.12.2016, al solo fine di determinare le quote di ammortamento e i canoni di leasing, il costo di acquisizione è incrementato del 40% (così, ad esempio, un cespite acquistato per € 60.000 rileva per il calcolo degli ammortamenti per € 84.000).

In sede di approvazione è stata disposta l’irrilevanza dell’incremento di costo ai fini dell’applicazione degli studi di settore (maggiori ammortamenti e maggiori valori beni strumentali).

ACQUISTO DI VEICOLI

Relativamente agli acquisti di veicoli nuovi effettuati nel predetto periodo, oltre all’incremento del 40% del costo di acquisizione, è previsto l’aumento nella medesima misura (40%) dei limiti di deducibilità di cui all’art. 164, comma 1, lett. b), TUIR (così, ad esempio, il limite di € 18.075,99 passa a € 25.306,39).

 

Gruppo V Industrie manifatturiee alimentari Specie 19 – imbottigliamento di acque minerali naturali  

Condutture

 

8,0%

 

 

 

 

Gruppo XVII

 

 

Industrie dell’energia elettrica,

del gas e dell’acqua

 

 

 

Specie 2/b – produzione e distribuzione di gas naturale

Condotte per usi civili (reti urbane) 8,0%
Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai centri di produzione 10,0%
Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai giacimenti gassoso acquiferi; condotte di derivazione e di allacciamento  

12,0%

Specie 4/b – stabilimenti termali, idrotermali Condutture 8,0%
 

 

 

 

Gruppo XVIII

 

 

 

Industrie dei trasporti e delle telecomunicaz.

Specie 4 e 5 – ferrovie, compreso l’esercizio di binari di raccordo per conto terzi, l’esercizio di vagoni letto e ristorante. Tramvie interurbane, urbane e suburbane, ferrovie metropolitane, filovie, funicolari, funivie, slittovie ed ascensori  

 

Materiale rotabile, ferroviario e tramviario (motrici escluse)

 

 

7,5%

 

Specie 1, 2 e 3 – trasporti aerei, marittimi, lacuali, fluviali e lagunari

Aereo completo di equipaggiamento (compreso motore a terra e salvo norme a parte in relazione ad esigenze di sicurezza)  

12,0%

 

 

ACCONTI D’IMPOSTA

Le disposizioni sopra esaminate non hanno effetto sulla determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2015 (2015 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).

L’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2016 (in generale, 2016)  va determinato considerando, quale imposta del periodo precedente, quella determinata in assenza dell’agevolazione.

 

REGIME FORFETARIO – commi da 111 a 113

Al regime forfetario riservato alle persone fisiche (imprese e lavoratori autonomi) di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, Finanziaria 2015 sono apportate le seguenti modifiche.

 

AUMENTO DEL LIMITE DI RICAVI / COMPENSI

La principale (e da più parti auspicata) modifica riguarda l’aumento del limite dei ricavi / compensi per ciascuno dei 9 gruppi di attività (non risultano variati i correlati coefficienti di redditività).

 

 

 

 

 

 

 

TABELLA LIMITI RICAVI / COMPENSI E COEFFICIENTI DI REDDITIVITÀ
Gruppo di settore Codice attività ATECO 2007 Vecchi limiti ricavi/compensi Nuovi limiti ricavi/compensi Coefficiente redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10 – 11) 35.000 45.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45  –  (da  46.2  a  46.9)  – (da

47.1 a 47.7) – 47.9

40.000 50.000 40%
Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande 47.81 30.000 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 20.000 30.000 54%
Costruzioni             e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 15.000 25.000 86%
Intermediari del commercio 46.1 15.000 25.000 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) 40.000 50.000 40%
Attività                      professionali, scientifiche,                     tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi  

(64 – 65 – 66) – (69 – 70 –  71

– 72 – 73 – 74 – 75) – (85)    –

(86 – 87 – 88)

 

15.000

 

30.000

 

78%

 

 

 

 

 

Altre attività economiche

(01 – 02 – 03) – (05 – 06 –  07

– 08 – 09) – (12 – 13 – 14 –

15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20  –

21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26  –

27 – 28 – 29 – 30 – 31 –32   –

33) – (35) – (36 – 37 – 38 –

39) – (49 – 50 – 51 – 52 –  53)

– (58 – 59 – 60 – 61 – 62 –

63) – (77 – 78 – 79 – 80 –   81

– 82) – (84) – (90 – 91 – 92   –

93) – (94 – 95 – 96) – (97 –

98) – (99)

 

 

 

 

 

20.000

 

 

 

 

 

30.000

 

 

 

 

 

67%

LIMITE DEL REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE / PENSIONE

Il citato comma 54 contiene una serie di condizioni per l’accesso al regime in esame. In particolare ai sensi della lett. d) il reddito d’impresa / lavoro autonomo deve risultare prevalente rispetto a quello di lavoro dipendente / assimilato ex artt. 49 e 50, TUIR (compreso il reddito da pensione).

 

Tale condizione non va verificata in caso di cessazione dal rapporto di lavoro ovvero se la somma dei predetti redditi non risulta superiore a € 20.000.

Ora è abrogata la citata lett. d) e contestualmente introdotta al comma 57 la nuova lett. d-bis) in base alla quale non possono avvalersi del regime in esame i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente / assimilato ex artt. 49 e 50, TUIR (compreso il reddito da pensione) eccedenti € 30.000.

La condizione non va verificata in caso di cessazione dal rapporto di lavoro.

 

CONTRIBUENTI “START UP”

In base al citato comma 65 in caso di “nuova” attività è prevista la riduzione del reddito di 1/3 nei primi 3 anni.

Ora tale agevolazione è sostituita con la fruizione, per i soggetti che intraprendono una nuova attività, per i primi 5 anni, dell’aliquota dell’imposta sostitutiva nella misura del 5% in luogo dell’aliquota ordinaria del 15%.

Per beneficiare dell’aliquota ridotta è necessario il verificarsi dei seguenti requisiti:

  • il contribuente non ha esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente / autonomo, escluso il caso in cui la stessa costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte / professione;
  • qualora l’attività sia il proseguimento di un’attività esercitata da un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi / compensi del periodo d’imposta precedente non sia superiore ai limiti di ricavi / compensi previsti per il regime

 

Forfettari “start up” dal 2015

Con una disposizione transitoria, l’applicazione dell’imposta sostitutiva con aliquota ridotta del 5% è riconosciuta per il 2016 – 2019 anche ai soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2015 adottando il regime forfettario.

 

NUOVO REGIME PREVIDENZIALE

È stato riscritto il citato comma 77 contenente la disciplina previdenziale dei soggetti in esame disponendo che il reddito forfettario costituisce base imponibile ai fini previdenziali e che su tale reddito va applicata la contribuzione ridotta del 35%.

In precedenza l’agevolazione consisteva nel non applicare il minimale contributivo di cui alla Legge n. 233/90.

È confermata la regola in base alla quale la riduzione contributiva si riflette sull’accredito dei contributi.

 

ASSEGNAZIONE AGEVOLATA BENI D’IMPRESA – commi da 115 a 120

È riproposta l’assegnazione / cessione agevolata di beni immobili / mobili ai soci. È infatti consentito alle società di persone / capitali di assegnare / cedere ai soci gli immobili, diversi da quelli strumentali per destinazione, o mobili iscritti in Pubblici registri non utilizzati come beni strumentali, applicando le disposizioni di seguito esaminate.

L’assegnazione / cessione va effettuata entro il 30.9.2016 a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, se prescritto, alla data del 30.9.2015, ovvero che vengano iscritti entro il 30.1.2016 in forza di un titolo di trasferimento avente data certa anteriore all’1.10.2015.

A tal fine è dovuta un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e IRAP pari all’8% (10,50% se la società risulta non operativa in almeno 2 dei 3 periodi d’imposta precedenti l’assegnazione / cessione) calcolata sulla differenza tra:

·   il valore dei beni assegnati;

  • il costo fiscalmente riconosciuto.

In mancanza di uno specifico riferimento alla “sostituzione” dell’IVA, quest’ultima  va applicata con le regole ordinarie.

Per le assegnazioni / cessioni soggette a imposta di registro è prevista la riduzione alla metà

delle relative aliquote e l’applicazione delle imposte ipocatastali in misura fissa.

Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci sono assoggettate ad un’imposta sostitutiva pari al 13%.

In sede di assegnazione la società può richiedere che il valore normale degli immobili sia determinato su base catastale, ossia applicando alla relativa rendita catastale rivalutata i moltiplicatori in materia di imposta di registro ex art. 52, DPR n. 131/86.

In caso di cessione, al fine della determinazione dell’imposta sostitutiva, il corrispettivo, se inferiore al valore del bene ex art. 9, TUIR, o al valore catastale, è computato in misura non inferiore ad uno dei 2 valori.

In sede di approvazione è stato modificato il trattamento fiscale in capo al socio assegnatario limitando la non applicazione dell’art. 47, TUIR, ai commi 1, secondo periodo, e da 5 a 8.

Di conseguenza, ora, in capo al socio assegnatario (di società di capitali) l’operazione non risulta più fiscalmente irrilevante, in quanto per lo stesso è prevista la tassazione degli utili in natura sulla parte eccedente la somma assoggettata ad imposta sostitutiva da parte della società.

Tuttavia il valore normale dei beni ricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni / quote possedute.

Il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta va effettuato:

  • nella misura del 60% entro il 11.2016;
  • il rimanente 40% entro il 6.2017.

Quanto sopra è applicabile anche alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei citati beni e che entro il 30.9.2016 si trasformano in società semplici.

 

 

ESTROMISSIONE IMMOBILE IMPRENDITORE INDIVIDUALE – comma 121

 

In sede di approvazione è stata riproposta l’estromissione dell’immobile da parte dell’imprenditore individuale. L’agevolazione:

  • è riconosciuta agli immobili strumentali per natura ex 43, comma 2, TUIR, posseduti al 31.10.2015;
  • ha effetto “dal periodo di imposta in corso alla data del 1° gennaio 2016”, ossia dal 2016;

·    richiede il pagamento entro il 31.5.2016 di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF / IRAP dell’8%.

L’imposta sostitutiva va calcolata sulla differenza tra il valore normale dell’immobile e  il relativo costo fiscalmente riconosciuto.

A tal fine è applicabile, in quanto compatibile, quanto disposto in materia di assegnazione agevolata.

 

NOTE DI VARIAZIONE AI FINI IVA – commi 126 e 127

È sostituito integralmente l’art. 26, DPR n. 633/72, in materia di “Variazioni dell’imponibile o dell’imposta”, prevedendo con particolare riferimento al mancato incasso della fattura, in tutto o in parte, una disciplina più puntuale rispetto alla precedente.

La nota di credito può essere emessa in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte:

a)   in presenza di una procedura concorsuale / accordo di ristrutturazione dei debiti / piano attestato di risanamento dalla data di assoggettamento alla procedura / decreto di omologa dell’accordo / pubblicazione nel Registro delle Imprese (nuovo comma 4, lett. a).

Va evidenziato che il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale alla data della sentenza dichiarativa di fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione al concordato preventivo o del decreto che dispone l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

In capo all’acquirente / committente non sussiste l’obbligo di annotazione della nota di credito nel registro delle fatture emesse / corrispettivi;

  1. a causa di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose (nuovo comma 4, b). Come previsto dal nuovo comma 12 una procedura esecutiva individuale si considera in ogni caso infruttuosa:
    • in caso di pignoramento presso terzi, quando dal verbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario risulta che presso il terzo pignorato non vi sono beni / crediti da pignorare;
    • in caso di pignoramento di beni mobili, quando dal verbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario risulta la mancanza di beni da pignorare / impossibilità di accesso al domicilio del debitore ovvero la sua irreperibilità;
    • qualora, dopo che per 3 volte l’asta per la vendita del bene pignorato sia andata deserta, si decida di interrompere la procedura esecutiva per eccessiva onerosità.

Con riferimento alle suddette fattispecie, in caso di successivo incasso, in tutto o in parte, del corrispettivo va emessa una nota di debito (nuovo comma 6).

Inoltre, in caso di risoluzione contrattuale, relativa a contratti a esecuzione continuata o periodica, conseguente a inadempimento, la possibilità di emettere nota di credito non si estendealle cessioni / prestazioni “per cui sia il cedente o prestatore che il cessionario o committente abbiano correttamente adempiuto alle proprie obbligazioni(nuovo comma 9).

Infine la nota di credito può essere emessa, ricorrendone i presupposti, anche da parte dell’acquirente / committente debitore dell’imposta in applicazione del reverse charge ex artt. 17 o 74, DPR n. 633/72 o 44, DL n. 331/93 (nuovo comma 10).

Le novità sopra esaminate sono applicabili:

  • con riferimento alla fattispecie di cui alla a) alle procedure concorsuali attivate successivamente al 31.12.2016;
  • con riferimento alle altre fattispecie anche alle operazioni effettuate anteriormente al 12.2016.
  • ENTRATA IN VIGORE RIFORMA SANZIONI TRIBUTARIE – comma 133

È prevista l’anticipazione all’1.1.2016, rispetto alla data dell’1.1.2017, del nuovo regime delle sanzioni tributarie introdotto dal D.Lgs. n. 158/2015, in attuazione della Riforma fiscale contenuta nella Legge n. 23/2014.

SANZIONI VOLUNTARY DISCLOSURE

Restano ferme le sanzioni nella misura dovuta in base alle norme relative alla procedura di collaborazione volontaria di cui alla Legge n. 186/2014, vigenti alla data di presentazione della relativa istanza. In sede di approvazione è stato previsto che l’Agenzia delle Entrate potrà notificare i relativi atti, all’indirizzo PEC del professionista che ha assistito il contribuente, previa manifestazione espressa in tal senso. È inoltre previsto che:

  • la notifica si intende perfezionata nel momento in cui il Gestore trasmette all’Ufficio la ricevuta di accettazione;
  • i termini che hanno inizio dalla notifica decorrono dalla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il Gestore del professionista trasmette all’Ufficio;
  • qualora la PEC risulti satura / non valida o attiva, sono applicabili le disposizioni in materia di notifica degli avvisi / atti che per legge devono essere notificati al
  • OPERAZIONI CON STATI BLACK LIST – commi da 142 a 144

In sede di approvazione sono state introdotte alcune disposizioni in materia di operazioni con  Stati c.d. “black list”.

COSTI BLACK LIST

È disposta l’abrogazione dei commi da 10 a 12-bis dell’art. 110, TUIR, che prevede(va) l’indeducibilità dei costi sostenuti dalle imprese italiane relativamente ai beni / servizi acquistati da soggetti domiciliati in Stati “black list”, salva la ricorrenza delle c.d. circostanze esimenti.

Di conseguenza i costi in esame saranno equiparati a quelli relativi ad operazioni interne con applicazione delle ordinarie disposizioni presenti nel TUIR.

CFC

È stato modificato l’art. 167, TUIR in materia di Controlled Foreign Companies (CFC) in base al quale, ora:

  • sono considerati privilegiati i regimi fiscali, anche speciali, di Stati nei quali il livello nominale di tassazione è inferiore al 50% di quello applicabile in Italia. Viene eliminato il riferimento, per l’individuazione del regime fiscale privilegiato, alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni nonché ad “altri criteri equivalenti”;
  • i redditi del soggetto non residente sono assoggettati a tassazione separata con l’aliquota media applicata sul reddito complessivo del soggetto residente, comunque non inferiore all’aliquota ordinaria IRES (in precedenza detto limite era fisso, al 27%).

Inoltre, l’applicazione delle disposizioni in materia di CFC è estesa ai soggetti controllati localizzati oltre che in Stati non “black list”, anche in Stati UE / SEE al ricorrere delle condizioni di cui al comma 8-bis del citato art. 167.

Le novità in esame sono applicabili dal periodo successivo a quello in corso al 31.12.2015 (2016 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).

 

CREDITO D’IMPOSTA GASOLIO AUTOTRASPORTATORI – comma 645

In sede di approvazione è stato previsto che il credito d’imposta relativo al gasolio a favore degli autotrasportatori di cui all’Elenco 2, allegato alla Finanziaria 2014, a decorrere dal 2016 non è riconosciuto per i veicoli di categoria Euro 2 o inferiore.

 

DEDUZIONI FORFETARIE AUTOTRASPORTATORI – comma 652

In sede di approvazione è stato previsto che le deduzioni forfetarie ex art. 66, comma 5, TUIR a favore degli autotrasportatori, a decorrere dal 2016, spettano:

  • in un’unica misura per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il territorio del Comune in cui ha sede l’impresa;
  • nella misura del 35% del predetto importo per i trasporti effettuati all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa.

 

RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI – commi 887 e 888

Per effetto della modifica dell’art. 2, comma 2, DL n. 282/2002, è riproposta la possibilità di rideterminare il costo d’acquisto di:

  • terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;
  • partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà e usufrutto;

alla data dell’1.1.2016, non in regime d’impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

È fissato al 30.6.2016 il termine entro il quale provvedere:

  • alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;
  • al versamento dell’imposta sostitutiva. In sede di approvazione è stata “unificata” all’8% la misura dell’imposta sostitutiva dovuta per le partecipazioni qualificate / non qualificate e per i terreni (non è più prevista l’aliquota “agevolata” del 4% con riferimento alle partecipazioni non qualificate).

 

RIVALUTAZIONE BENI D’IMPRESA E PARTECIPAZIONI – commi da 889 a 896

È riproposta la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni riservata alle società di capitali ed enti commerciali che nella redazione del bilancio non adottano i Principi contabili internazionali.

La rivalutazione va effettuata nel bilancio 2015 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio al 31.12.2014 appartenenti alla stessa categoria omogenea.

Il saldo attivo di rivalutazione va imputato al capitale o in un’apposita riserva che ai fini fiscali è considerata in sospensione d’imposta.

È possibile provvedere all’affrancamento, anche parziale, di tale riserva mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva ai fini IRES / IRAP in misura pari al 10%.

Il maggior valore dei beni è riconosciuto ai fini fiscali (redditi e IRAP) a partire dal terzo esercizio successivo a quello della rivalutazione (in generale, dal 2018) tramite il versamento di un’imposta sostitutiva determinata nelle seguenti misure:

  • 16% per i beni ammortizzabili;
  • 12% per i beni non
  • In sede di approvazione è stato disposto che, limitatamente agli immobili, il maggior valore è riconosciuto ai fini fiscali dal periodo d’imposta in corso all’1.12.2017 (2017 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).
  • In caso di cessione, assegnazione ai soci / autoconsumo o destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima dell’inizio del quarto esercizio successivo a quello di rivalutazione (in generale, 1.1.2019), la plus / minusvalenza è calcolata con riferimento al costo del bene ante
  • Le imposte sostitutive dovute per il riconoscimento della rivalutazione e per l’eventuale affrancamento della riserva vanno versate in unica soluzione senza interessi, entro il termine previsto per il saldo delle imposte sui
  • Gli importi dovuti possono essere compensati con eventuali crediti
  • RICONOSCIMENTO MAGGIORI VALORI SOGGETTI IAS / IFRS – comma 897

Le disposizioni in materia di riallineamento dei maggiori valori ex art. 14, comma 1, Legge n. 342/2000 sono applicabili anche ai soggetti che, ai fini della redazione del bilancio, adottano i Principi contabili internazionali (IAS / IFRS), anche relativamente alle partecipazioni costituenti immobilizzazioni finanziarie ex art. 85, comma 3-bis, TUIR.

  • Per l’importo corrispondente ai maggiori valori, al netto dell’imposta sostitutiva (16% – 12%), è vincolata una riserva che può essere affrancata versando un’imposta sostitutiva del 10%.
  • LIMITE UTILIZZO DEL CONTANTE – commi da 898 a 899 e da 902 a 903

Con la modifica dell’art. 49, comma 1, D.Lgs. n. 231/2007 è aumentato da € 1.000 a € 3.000 il limite previsto per il trasferimento di denaro contante / libretti di deposito bancari o postali al portatore / titoli al portatore in euro o in valuta estera.

In sede di approvazione è stato previsto che relativamente al servizio di rimessa di denaro ex art. 1, comma 1, lett. b), D.Lgs. n. 11/2010 (c.d. “Money transfer”) la soglia rimane pari a € 1.000.

  • È prevista altresì l’abrogazione delle seguenti disposizioni:
  • 12, comma 1.1., DL n. 201/2011 che prevede(va) l’obbligo di pagare i canoni di locazione di unità abitative in forme e modalità diverse dal contante e che assicurino la relativa tracciabilità;
  • 32-bis, comma 4, DL n. 133/2014 che prevede(va) l’obbligo da parte dei soggetti della filiera dell’autotrasporto di pagare il corrispettivo delle prestazioni di trasporto di merci su strada, utilizzando strumenti elettronici di pagamento, ovvero il canale bancario, e comunque ogni altro strumento idoneo a garantire la tracciabilità delle operazioni, indipendentemente dall’ammontare dell’importo dovuto.

 

ESTENSIONE DEI PAGAMENTI ELETTRONICI – commi 900 e 901

In sede di approvazione l’obbligo di “accettare” i pagamenti tramite POS da parte dei soggetti esercenti l’attività di vendita / servizi è stato esteso alle carte di credito ed opera a prescindere dall’importo (è stato eliminato il riferimento agli importi minimi).

Il predetto obbligo può essere disatteso in caso di “oggettiva impossibilità tecnica”.   Merita sottolineare che con un apposito DM saranno fissate oltre alle modalità attuative anche le sanzioni applicabili in caso di violazione del predetto obbligo.

 

Le modalità di pagamento in esame, inoltre, saranno estese dall’1.7.2016, anche al pagamento

del parcheggio nelle “aree blu”.

 

PAGAMENTI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – comma 904

In sede di approvazione è stato confermato per le Pubbliche Amministrazioni  l’obbligo di pagare gli emolumenti a qualsiasi titolo erogati di importo superiore a € 1.000, esclusivamente mediante l’utilizzo di strumenti telematici ex art. 2, comma 4-ter, DL n. 138/2011.

  • MODIFICHE AL SETTORE AGRICOLO – commi 905 e da 908 a 917

Merita evidenziare che in sede di approvazione è stata eliminata la disposizione che prevede(va) l’abrogazione dal 2016 del regime IVA di esonero per i produttori agricoli di cui all’art. 34, comma 6, DPR n. 633/72.

È disposto l’aumento dal 12% al 15% dell’imposta di registro sui trasferimenti di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti / IAP iscritti alla previdenza agricola.

Con un apposito DM saranno aumentate le percentuali di compensazione:

  • applicabili a specifici prodotti del settore lattiero-caseario in misura non superiore al 10%;
  • (per il 2016) applicabili agli animali vivi in misura non superiore al:
    • 7,7% per i bovini;
    • 8% per i suini.

Infine, a seguito della modifica dell’art. 1, comma 512, Legge n. 228/2012, a decorrere dal 2016, è aumentata dal 7% al 30% la rivalutazione del reddito dominicale e agrario.

 

PRODUZIONE / CESSIONE DI ENERGIA DA IMPIANTI FOTOVOLTAICI

È sostituito l’art. 1, comma 423, Legge n. 266/2005, il quale dispone(va) che il reddito derivante dalla produzione e cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili agro-forestali, nonché di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo, effettuate da parte di imprenditori agricoli che costituiscono “attività connesse”, va determinato applicando  il coefficiente di redditività del 25% all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione ai fini IVA.

Ora è previsto che la produzione / cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali fino a 2.400.000 kWh annui, e fotovoltaiche, fino a 260.000 kWh, nonché di carburanti e prodotti chimici di origine agroforestale provenienti prevalentemente dal fondo, effettuate da imprenditori agricoli, costituiscono attività connesse e producono reddito agrario.

Per la produzione di energia oltre i citati limiti, il reddito è determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni soggette a registrazione ai fini IVA, relativamente alla componente riconducibile alla valorizzazione dell’energia ceduta, con esclusione delle quota incentivo, il coefficiente di redditività del 25%. È possibile optare per la determinazione del reddito nei modi ordinari.

Le predette novità sono applicabili a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2015 (dal 2016 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).

 

ALIQUOTA IVA PELLET

In sede di approvazione è stata eliminata la disposizione che “riportava” al 10% l’aliquota IVA delle cessioni dei pellet.

 

 

SEMPLIFICAZIONI MOD. 730 PRECOMPILATO – commi da 949 a 951, 953 e 957

 

TRASMISSIONE DATI DA PARTE DI “SOGGETTI TERZI”

Come noto, ai fini della predisposizione del mod. 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati inviati alla stessa dai c.d. “soggetti terzi”, ossia dai soggetti “coinvolti” nelle operazioni che interessano la dichiarazione dei redditi.

A tal fine, con specifico riferimento alle spese sanitarie:

  • l’art. 3, comma 3, Lgs. n. 175/2014 dispone che i soggetti che erogano prestazioni sanitarie devono inviare i relativi dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS);
  • il DM 31.7.2015 ha fissato le modalità di trasmissione dei dati a detto Sistema;
  • l’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento 7.2015 ha definito le modalità di utilizzo di tali dati (Informativa SEAC 8.9.2015, n. 243).

Soggetti obbligati

È confermata la modifica del citato comma 3 dell’art. 3 nella parte in cui individua i soggetti operanti nel settore sanitario tenuti all’invio dei dati al STS includendo tra questi anche le strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate.

Si evidenzia inoltre che prevedendo l’invio di detti dati per le prestazioni erogate dal 2015

(anziché “erogate nel 2015”) tale adempimento è introdotto a regime.

Con il nuovo comma 3-bis del citato art. 3, è altresì disposto che tutti i contribuenti, indipendentemente dalla predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata, potranno consultare i dati relativi alle spese sanitarie acquisite dal STS mediante i servizi telematici messi a disposizione dal Sistema stesso.

Con la modifica dell’art. 78, comma 25-bis, Legge n. 413/91 è ridefinita la categoria degli Enti / Casse / società / fondi integrativi al SSN tenuti all’invio dei dati e sono implementate  le informazioni che devono essere trasmesse. In particolare è ora disposto che:

  • tra i soggetti tenuti all’invio dei dati entro il 2 sono ricompresi gli Enti / Casse / società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale e i fondi integrativi del SSN che nell’anno precedente hanno ottenuto l’attestazione di iscrizione all’Anagrafe dei fondi integrativi del SSN nonché gli altri fondi comunque denominati;

vanno trasmessi i dati relativi alle spese sanitarie rimborsate per effetto dei contributi versati (deducibili / detraibili) nonché quelli relativi alle spese sanitarie che comunque non sono rimaste a carico del contribuente. Ciò con riferimento agli oneri sia detraibili che deducibili ai fini IRPEF

In sede di approvazione è stato disposto che la nuova “versione” del citato comma 25-bis trova applicazione a partire dall’anno d’imposta 2015.

Esclusione spesometro

In via sperimentale per il 2016, al fine di semplificare gli adempimenti ed evitare duplicazioni dei dati trasmessi, viene meno l’obbligo di includere nell’elenco clienti – fornitori le informazioni già inviate al STS.

Regime sanzionatorio

Con l’implementazione del comma 4 del citato art. 3 è disposto che in caso di omessa / tardiva / errata trasmissione dei dati in esame è applicabile la sanzione di € 100 per ogni comunicazione con un massimo di € 50.000 per soggetto terzo.

 

Mitigazione sanzioni in sede di prima applicazione

Il nuovo comma 5-ter del citato art. 3 dispone che per le trasmissioni all’Agenzia delle Entrate dei dati utili per la predisposizione del mod. 730 precompilato effettuate:

·      nel 2015, relative al 2014;

  • nel primo anno previsto per la trasmissione;

non sono applicabili le sanzioni di cui al comma 5-bis del citato art. 3, all’art. 78, comma 26, Legge n. 413/91 e all’art. 4, comma 6-quinquies, DPR n. 322/98, in caso di:

·      lieve tardività;

  • errori nella trasmissione dei dati, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni / deduzioni nel mod. 730

CONTROLLI PREVENTIVI DA PARTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

È confermata l’abrogazione dell’art. 1, commi 586 e 587, Finanziaria 2014 che prevedevano controlli preventivi da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito alla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso superiore a € 4.000, anche a seguito di crediti derivanti da precedenti dichiarazioni. Tale abrogazione ha effetto a decorrere dal mod. 730/2016 relativo al 2015.

Con l’introduzione del nuovo comma 3-bis al citato art. 5 è ora disposto che l’Agenzia delle Entrate può effettuare i controlli preventivi, in via automatizzata o mediante la verifica della documentazione giustificativa, entro 4 mesi dal termine per la trasmissione della dichiarazione (ovvero dalla data di trasmissione della dichiarazione se successiva) con riferimento ai modd. 730 che presentano le seguenti caratteristiche:

·      presentazione effettuata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta

che presta l’assistenza fiscale;

  • modifiche, rispetto al modello precompilato, che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che:
    • presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri fissati dall’Agenzia; ovvero
    • determinano un rimborso di importo superiore a € 000.
  • In tali casi l’Agenzia si impegna ad effettuare il rimborso spettante non oltre il sesto mese successivo al termine per l’invio della dichiarazione (all’invio della dichiarazione  se successivo).

ASSISTENZA FISCALE PRESTATA DAL SOSTITUTO D’IMPOSTA

È confermata l’introduzione della nuova lett. c-bis) al comma 1 dell’art. 17, DM n. 164/99 in base alla quale il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate anche il risultato finale della dichiarazione (mod. 730-4).

 

POLIZZA ASSICURATIVA

Con l’introduzione del nuovo comma 2-bis agli artt. 6 e 22, DM n. 164/99 è ora previsto che, in luogo della polizza assicurativa con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti e al numero di visti di conformità rilasciati e, comunque, non inferiore a € 3 milioni:

la garanzia può essere prestata sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa, ovvero di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa di assicurazione per un periodo di quattro anni successivi a quello di svolgimento dell’attività di assistenza”.

 

MOD. 770 E CERTIFICAZIONE UNICA – commi 949 e 952

È confermato che la Certificazione Unica di cui all’art. 4, comma 6-ter, DPR n. 322/98, da inviare all’Agenzia delle Entrate entro il 7.3 dell’anno successivo a quello in cui le somme ed i valori sono corrisposti, direttamente o tramite un intermediario incaricato, è “implementata” con ulteriori dati rispetto a quelli previsti nella CU 2015.

In particolare ora è disposto che con la stessa dovranno essere comunicati anche

“gli   ulteriori   dati   fiscali   e   contributivi   e   quelli   necessari   per   l’attività   di   controllo dell’Amministrazione  finanziaria  e  degli  enti  previdenziali  e assicurativi,  i  dati  contenuti  nelle certificazioni  rilasciate  ai  soli  fini  contributivi  e  assicurativi  nonché  quelli  relativi  alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale prestata”.

 

 

L’invio delle CU contenenti tali dati è equiparato a tutti gli effetti alla presentazione del mod. 770. In altre parole, quindi, se con la presentazione della CU sono comunicati  tutti i dati fino ad ora richiesti nel mod. 770, viene meno l’obbligo di presentare tale modello (che rappresenterebbe soltanto una duplicazione di quanto già inviato all’Agenzia delle Entrate con la CU).

L’obbligo di presentazione del mod. 770 entro il 31.7 permane per coloro che sono tenuti a comunicare dati non inclusi tra quelli previsti nella CU.

Mitigazione sanzioni in sede di prima applicazione

Come sopra accennato relativamente all’invio dei dati utili per il 730 precompilato il nuovo comma 5-ter dell’art. 3, D.Lgs. n. 175/2014 dispone che per le trasmissioni all’Agenzia delle Entrate delle CU effettuate:

·      nel 2015, relative al 2014;

  • nel primo anno previsto per la trasmissione;

non sono applicabili le sanzioni di cui al comma 5-bis del citato art. 3, all’art. 78, comma 26, Legge n. 413/91, all’art. 4, comma 6-quinquies, DPR n. 322/98, in caso di:

·      lieve tardività;

  • errori nella trasmissione dei dati, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni / deduzioni nel mod. 730

 

 

SPESE FUNEBRI ED UNIVERSITARIE DETRAIBILI – comma 954 e 955

SPESE FUNEBRI

È confermata la modifica dell’art. 15, comma 1, lett. d), TUIR, a seguito della quale, a partire dall’anno d’imposta 2015, le spese funebri sono detraibili ai fini IRPEF per un importo non superiore ad € 1.550 per ciascun evento verificatosi nell’anno.

Rispetto all’attuale versione, la detrazione è riconosciuta per le spese sostenute in relazione alla “morte di persone” non richiedendo più che tra il deceduto ed il soggetto che sostiene la spesa intercorra un rapporto di parentela (familiari di cui all’art. 443, C.c., affidati o affiliati).

 

SPESE UNIVERSITARIE

Come noto, l’art. 15, comma 1, lett. e), TUIR prevede la detraibilità delle spese per la frequenza di “corsi di istruzione universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi delle università statali”.

Ora, con la modifica della citata lett. e), applicabile a partire dall’anno d’imposta 2015:

  • è specificato che la disposizione si riferisce ai corsi presso Università statali e non statali;
  • relativamente alle spese per corsi presso Università non statali è previsto che l’importo detraibile non può essere superiore a quello stabilito annualmente con specifico DM per ciascuna Facoltà universitaria, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle Università
  • NUOVA ALIQUOTA IVA DEL 5% COOPERATIVE SOCIALI – commi da 960 e 963

In sede di approvazione è stata introdotta la nuova aliquota IVA del 5% applicabile  alle prestazioni di cui alla nuova Tabella A, Parte II-bis, ossia per:

“le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell’articolo 10, primo comma, rese

da cooperative sociali e loro consorzi”.

 

La nuova aliquota IVA del 5% è applicabile a dette prestazioni soltanto se rese:

·      da cooperative sociali e loro consorzi;

  • a favore dei soggetti “svantaggiati” richiamati nel citato 27-ter (anziani e inabili adulti, tossicodipendenti e malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute e donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo).

Contestualmente sono stati abrogati:

  • il primo e il secondo periodo del comma 331 dell’art. 1, Finanziaria 2007 che prevede(va):
    • l’applicazione dell’aliquota IVA del 4% alle prestazioni sopra elencate rese a favore dei citati soggetti “svantaggiati” da parte di cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto o di convenzioni;
    • per le cooperative sociali di cui alla Legge n. 381/91 l’opzione per il regime di esenzione;
  • il n. 41-bis) della Tabella, Parte II che prevede(va) l’applicazione dell’aliquota IVA del 4% per le prestazioni socio-sanitarie, educative, di assistenza domiciliare o ambulatoriale in comunità e simili o ovunque rese a favore dei citati soggetti “svantaggiati” rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni.

Merita  evidenziare  che  a  seguito  delle  nuove  disposizioni  per  le  cooperative  “non sociali”

l’aliquota IVA passa dal 4% al 22%.

 

CREDITO D’IMPOSTA SISTEMI VIDEOSORVEGLIANZA – comma 982

In sede di approvazione è stato riconosciuto un credito d’imposta a favore delle persone fisiche (privati) che sostengono spese per:

  • l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale / allarme;
  • contratti con istituti di vigilanza per la prevenzione di attività

È demandata ad un apposito DM la definizione delle modalità attuative dell’agevolazione in esame.

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