Oggetto: LEASING PRIMA CASA: I VANTAGGI FISCALI RISPETTO AL MUTUO

Si esaminano con la presente i vantaggi fiscali derivanti dalla stipula di un contratto di leasing per la prima casa, rispetto ad un mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale.

Per gli “under 35”, come meglio chiarito di seguito, infatti, la detrazione arriva al 19% fino a un importo massimo dei canoni, quota capitale e quota interessi, di otto mila euro l’anno.

Mentre, nel caso del mutuo, la detrazione del 19% è per un importo massimo di quattro mila euro e riguarda la sola quota degli interessi passivi.

 

È uno degli aspetti approfonditi dalla Guida per la casa in leasing che nasce dalla collaborazione tra Assilea (Associazione Italiana Leasing), ilConsiglio Nazionale del Notariato (Guida che si allega alla presente).

Il documento chiarisce le caratteristiche fondamentali del leasing immobiliare abitativo, introdotto dalla Legge di Stabilità 2016, e i dubbi più frequenti, le tutele per il cittadino e i regimi fiscali applicabili.

La guida sarà distribuita gratuitamente da Assilea, dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei Consumatori ed è inoltre scaricabile dai rispettivi siti web.

 

 

I VANTAGGI FISCALI

I titolari dei contratti stipulati dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020, potranno portare in detrazione dalla dichiarazione dei redditi i costi del leasing “prima casa” in misura più vantaggiosa rispetto alle agevolazioni concesse per mutui ipotecari.

 

In particolare,per i giovani sotto i 35 anni all’atto della stipula del contratto e con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro, gli incentivi fiscali sono:

  • La detraibilità pari al 19% dei canoni di leasing (fino a un importo massimo di 8 mila euro annui);
  • La detraibilità pari al 19% del prezzo del riscatto(fino a un importo massimo di 20 mila euro).

 

Per i soggetti con età uguale o superiore a 35 anni, invece, e con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro gli incentivi fiscali sono:

  • la detraibilità pari al 19% dei canoni di leasing (fino ad un importo massimo di 4 mila euro annui);
  • la detraibilità pari al 19% del prezzo del riscatto (fino ad un importo massimo di 10 mila euro).

 

Sia per gli under 35 che per gli over 35, sottolinea la guida, l’imposta di registro sull’acquisto dell’abitazione “prima casa” è ridotta all’1,5%.

Le agevolazioni fiscali prescindono dalle caratteristiche oggettive dell’immobile: le detrazioni, infatti, spettano a qualsiasi abitazione anche se appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Può trattarsi di un fabbricato a uso abitativo già completato e dichiarato agibile, un fabbricato a uso abitativo da costruire su uno specifico terreno, un fabbricato a uso abitativo in corso di costruzione e da completare o anche un fabbricato abitativo da ristrutturare.

 

 

IL CONTRATTO

Una volta stipulato il contratto di locazione finanziaria, spiega la guida, la società di leasing assume l’obbligo ad acquistare o anche a far costruire l’immobile, su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che lo riceve in uso per un tempo determinato a fronte di un corrispettivo periodico (canone). Alla scadenza del contratto, l’utilizzatore ha la facoltà di riscattare la proprietà del bene, pagando il prezzo stabilito dal contratto.

Nel caso di un leasing “prima casa”cointestato a soggetti in possesso dei requisiti, chiarisce ancora la guida, le agevolazioni Irpef spettano a ciascun soggetto in misura proporzionalmente corrispondente alla percentuale di intestazione del contratto. Inoltre, qualora la società di leasing acquisti l’abitazione dal costruttore, si applica l’aliquota Iva ridotta dal 10 al 4%.

 

LE TUTELE DEL CONSUMATORE

Sono previste, poi, delle tutele per il cliente che stipula il contratto, che può richiederne la sospensione in caso di perdita del lavoro sia che si tratti di rapporto subordinato, sia di rapporti di lavoro di agenzia, rappresentanza commerciale o altri rapporti di collaborazione, anche se non a carattere subordinato.

La sospensione, però, non è prevista nei casi:

  • di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro,
  • di recesso datoriale per giusta causa,
  • di recesso del lavoratore non per giusta causa,
  • di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità,
  • di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo,
  • di dimissioni del lavoratore non per giusta causa.

 

 

La sospensione, in ogni caso, non determina l’applicazione di alcuna commissione o spese d’istruttoria e avviene senza richieste di garanzie aggiuntive.

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